Fumetti

Ponte Morandi…per non dimenticare

Ponte Morandi per non dimenticare

14 agosto 2020: sono passati due anni dal crollo dell’ex “Ponte Morandi”, oggi ricostruito ex novo (si è prodigato l’Architetto Renzo Piano per la sua progettazione) con il nome di “Genova San Giorgio” . Quest’anno ho inserito i 43 Cuori (il numero delle Persone scomparse) sotto al ponte, in corrispondenza dei pilastri: sono proprio loro, gli Spiriti Puri, a sorreggere…. a suggerirci anzi di controllare d’ora in poi in modo approfondito e costante l’intera struttura, così come per sempre dovrà essere presente il ricordo di tutti coloro che, nel momento fatale, lo hanno attraversato. 43 Vite, che non hanno scelto volontariamente di terminare la loro esistenza in un modo così tragico. Sono convinto che il loro sacrificio non sarà stato vano e che i responsabili pagheranno le loro mancanze; si dovrà formare una Coscienza salda, forte, in tutti coloro che si occupano di amministrare la viabilità privilegiando la Sicurezza. “Sii come la fonte che trabocca e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua” (Paulo Coelho – Scrittore, poeta e blogger brasiliano).

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Stelle cadenti 2020

Notte San Lorenzo 2020

Il 10 agosto è la “Notte di San Lorenzo”, notte “magica” per tutte quelle coppie (e per i single che ancora hanno un barlume di speranza ma credo se ne contino una decina su tutto il Pianeta) che lanciano nell’etere i loro desideri nel momento in cui percepiscono i granelli di polvere incandescenti di una cometa. Talvolta non riusciamo a scorgerli bene in quanto l’inquinamento luminoso delle sfavillanti città ormai impedisce un’osservazione senza disturbo (a meno che non vi rechiate al centro di una foresta). Le stelle quest’anno precipitano sul Sars-Cov2, sperando di eliminarlo con il loro schianto; lui è furbo e si muove a zig-zag. Preferisco ascoltare il “Suono del Cielo”, ovvero quello straordinario silenzio durante l’osservazione della volta stellata in estate che mi da l’idea della Maestosità dell’Infinito e, contemporaneamente, anche di tutte le limitazioni umane. “L’infinito è nel cuore dell’uomo, e non altrove” (Henry de Montherlant – Scrittore, drammaturgo e poeta francese; 1896 – 1972).

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Hiroscima: 6 agosto 1945

Hiroscima 1945-2020

Gli Americani, nel secondo conflitto mondiale, dopo numerose battaglie contro il Giappone, decidono di infliggere il “colpo finale”: infatti ad Hiroscima, il 6 agosto 1945 (alle ore 08:14) viene sganciata dal quadrimotore B 52 “Enola Gay” la bomba “Little Boy” (tradotto: ragazzino), tarata per esplodere a 600 metri di altezza sopra la città. E così avvenne. La devastazione fu tale che, nel primo istante, si stima siano decedute circa 80.000 persone e raso al suolo il 90% degli edifici; furono uccisi quasi tutti civili, pochissimi i militari. Dietro a quel nomignolo assegnato ad una delle armi più devastanti della storia umana ci sono le Vite cancellate di numerosissime esseri umani, anche dopo la deflagrazione (infatti “i più fortunati” si dissolsero immediatamente poichè il calore generato fu altissimo), altri morirono in fiamme per strada, un numero elevato a causa delle malattie e delle infezioni per le quali il corpo non aveva più difese. Dopo 75 anni si vergognino ancora, gli statunitensi, per questa loro ignobile e vigliacca azione. Probabilmente fu anche un test per verificare gli effetti delle radiazioni su moltissime persone di ogni età che ebbero la sfortuna di trovarsi all’inferno il 6 agosto del 1945. Pochi giorni dopo (il 9 agosto) lo stesso destino toccò a Nagasaki. Io oggi ho voluto contribuire a ricordare rappresentando dei bambini che, per colpa della bomba, salgono verso un cielo nero: purtroppo il loro incontro con questo “ragazzino” mortale segnò le loro Vite per sempre. E, dopo tanti anni, anche quelle di ciascuno di noi. “La guerra cesserà quando gli uomini rifiuteranno di combattere” (Fridtjof Nansen – Esploratore, scienziato e politico norvegese; 1861 – 1930).

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Strage di Bologna (2 agosto 1980 – 2 agosto 2020)

Strage di Bologna 40 anni dopo

Il 2 agosto di 40 anni fa (1980), nella stazione ferroviaria di Bologna Centrale, alle ore 10.25 una bomba esplode portando via con sé 85 persone (moltissime erano giovani) e ferendone 200. Un attentato che conclude una lunga fase stragista degli “anni di piombo” (ci furono altri attentati come la strage di Piazza Fontana del 1969, la strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 e la strage del treno Italicus del 4 agosto 1974). Nel 1980 avevo quasi 12 anni e mi ricordo chiaramente i TG con le immagini devastanti. Dalla magistratura sono stati individuate e condannate alcune persone, ma dei mandanti ancora non si è fatta chiarezza. Ho quindi reinterpretato lo stemma della Città di Bologna, creando una bocca con i denti insanguinati al centro (in pratica ho tolto dallo scudo ovale le quattro parti, due contenenti una croce rossa su sfondo bianco e le altre due la scritta “Libertas” posta su sfondo azzurro; il tutto viene sovrastato da una testa di leone). Tra i deceduti c’era Sergio Secci, nato a Terni (24 anni all’epoca, si era laureato al DAMS); il papà di Sergio (Torquato Secci) fu il Primo Presidente delle vittime della strage e, insieme alla moglie Lidia, hanno cercato la Verità per tanto tempo. La Sig.ra Lidia, rimasta poi vedova, la vedevo spesso: quando usciva dalla sua abitazione, che si trovava nella via dove ho abitato per oltre 45 anni, indossava abiti scuri. Quanta tristezza dentro di Lei per la perdita tragica del figlio, un dolore portato avanti negli anni davvero con Grandissima Dignità. “Anche nel dolore v’è un certo decoro, e lo deve serbare chi è saggio” (Lucio Anneo Seneca – Filosofo, drammaturgo e politico romano; 4 a. C. – 19 aprile 65).

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Vite appese ad un filo

Vite appese ad un filo

Non vorrei mai ascoltare le notizie tragiche che accadono in città: il 07 luglio 2020 vengono ritrovati dai rispettivi genitori i corpi senza vita di due ragazzi (Gianluca e Flavio di 15 e 16 anni). I sospetti si concentrano su una persona dedita all’uso di sostanze stupefacenti che, in seconda battuta, confesserà di aver venduto ai due ragazzi un mix letale di droghe. Morire a 15…16 anni. Questa società riesce a percepire il degrado in cui è precipitata? Non voglio recitare discorsi qualunquisti, me ne guardo bene ma far riflettere su questo punto: non si può rendere adulto chi non lo è. Io, a 15 anni, non avevo il computer, internet prenderà piede gradualmente dopo il 1990), le molteplici piattaforme social non esistevano. La diffusione della rete ha dato possibilità di creare contatti, scambiare dati, informazioni, conoscenze…sia positive che negative. Nel cosidetto “dark web” o “deep web” si può reperire di tutto (droga, materiale pedopornografico, dati sottratti, virus informatici, documenti falsi, immagini reali di persone coinvolte in incidenti stradali…e molto molto altro). L’abilità dei ragazzi di oggi nell’uso degli strumenti digitali è sviluppatissima, ma non lo è la capacità di filtrare tutte le informazioni. Neanche un adulto può farlo. Molta informazione senza formazione. I ragazzi (parlo sempre in generale) possono provare ad approfondire le loro conoscenze su qualcosa che li attrae, che li incuriosisce, probabilmente raggiungono livelli alti di conoscenza ma non hanno la maturità per gestire internamente certi dati, immagini, video, notizie, commenti e suggerimenti…sono sempre ragazzi. Si convincono che possono “essere grandi”, possono “fare senza chiedere”. Non è così, non può esserlo. Esistono tutorial di come si possano imparare ad inferire colpi mortali alle persone, a creare armi, trappole, mix di farmaci…questo dovrebbe essere controllato e bloccato. Non giudico nessuno in questo dramma tremendo che può accadere, nessuno se ne senta esente. Il dolore per chi resta è enorme e la ferita rimarrà aperta nel Cuore di ciascuno di noi. “La crescita, sia biologica, sia spirituale ed umana, è pur sempre una fatica, ma sta a noi trasformarla in una fatica piacevole o stressante, in una speranza o in un abbandono, in una rivincita o in una rinunzia” (Vittoria Belcastro – Medico oncologo).

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Omaggio al Maestro Ennio Morricone

Omaggio ad Ennio Morricone

Oggi 06 luglio 2020 il Grandissimo Maestro Ennio Morricone purtroppo ci lascia; a causa di una caduta che lo ha portato a problematiche sempre più complesse, si spegne uno dei più grandi Compositori della Musica del ‘900. Ha lasciato una produzione musicale non solo Memorabile (era ricercatissimo per la realizzazione delle colonne sonore ed è infatti presente in più di 500 film e serie TV – in Italia e all’estero – ed ha avuto successi strepitosi), ma ha scolpito in ciascuno di noi delle tracce incancellabili; si, perché determinate melodie, in un particolare momento della nostra Vita, pennellano al nostro interno un’insieme di emozioni così intense che non si possono né rimuovere né spiegare. E’ stato una Persona Geniale, Composta, Educata e di una Umiltà Infinita. Si è scritto il necrologio, dicendo di “andare via senza disturbare” e ringraziando tutti, dai parenti più stretti agli amici più vicini a lui in questi ultimi anni. Per ultima lascia la moglie Maria con la frase:“Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A Lei il più doloroso addio”. In questa grafica ho immaginato il Maestro che dolcemente, con la sua nota grandissima, racchiude la Terra intera (quindi tutti noi) e la custodisce e la cura con la Musica; quest’ultima, nei decenni passati fino ad oggi, è stata ascoltata da milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Ed in ciascuno ha lasciato tantissime scintille di Luce che non si potranno mai spegnere. “Il cerchio si è chiuso. Fai parte del mio essere, del mio esistere. Sei per me l’aria, la luce, la vita, tutto. Ti sto donando piano il mio cuore. In ogni cosa che faccio, in ogni persona che incontro, vedo te, con il tuo sorriso, le tue carezze, la tua dolcezza” (Romano Battaglia – Giornalista e scrittore italiano; 1933 – 2012).

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Nuovi virus in Cina

Maiastrello

Credo, da quanto appurato negli approfondimenti vastissimi su questo argomento, che la Cina sia veramente esperta nella creazione in vitro di virus potenzialmente capaci di nuocere all’Umanità. Nei laboratori più nascosti, ma non solo cinesi, di tante nazioni si è sempre cercato di andare contro gli ordini della Natura, mescolando specie diverse (magari incrociando animali che geneticamente hanno molte similitudini con l’essere umano come il maiale); magari sono state ottenute creature intermedie che vengono successivamente indebolite contaminandole con malattie create in vitro, mai osservate prima ma letali. Il nuovo virus, ribattezzato G4EA H1N1, unisce ceppi di patogeni con diversa origine: è formato dall’unione di un ceppo trovato negli uccelli europei e asiatici, di quello dell’influenza H1N1 del 2009 e dell’H1N1 nordamericana, che ha geni del virus dell’influenza aviaria, umana e suina. L’OMS, durante una recentissima conferenza, ha stabilito che questo virus è sotto osservazione dal 2009. Mi auguro che né la Cina né altri paesi portino avanti studi e ricerche con questi orientamenti ed invece investano cospicue somme di denaro per aumentare la ricerca su tante malattie (anche quelle rare) ancora da sconfiggere. Riflettiamo quindi, usiamo il nostro Pensiero e valutiamo le scelte fatte da pochi che decidono le sorti di tante persone. “Il tiro peggiore che la fortuna possa giocare ad un uomo intelligente è metterlo alle dipendenze di uno sciocco” (Giacomo Casanova -Avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, esoterista, diplomatico, filosofo ed agente segreto della Serenissima italiano, cittadino della Repubblica di Venezia; 1725 – 1798).

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Rolling S…Trump

Rolling S…Trump

I “Rolling Stones” (nella fattispecie il cantante Mick Jagger e il chitarrista Keith Richards), gruppo di musica rock di fama mondiale da decenni, hanno minacciato pochi giorni fa il presidente americano Donald Trump di ricorrere ad azioni legali se quest’ultimo continuerà ancora ad utilizzare il loro brano “You Can’t Always Get What You Want” durante la sua campagna elettorale. Quindi ho pensato ad un titolo misto tra il nome del gruppo e quello del presidente e ad una sorta di caduta di Trump in una rupe tarpea (la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio a Roma, dalla quale venivano gettati i traditori condannati a morte, che in tal modo venivano simbolicamente espulsi dalla città). Ogni tanto, per fortuna, qualcuno lo ridimensiona. “Poiché non si poteva trovare la giustizia, si è inventato il potere” (Blaise Pascal – Matematico, fisico, filosofo e teologo francese; 1623-1662).

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Omaggio a Milton Glaser

I LOVE NY & YIN

Il 26 giugno 2020 è scomparso all’età di 91 anni il designer newyorkese Milton Glaser, l’Autore della notissima scritta “I (cuore rosso) N Y” ovvero “I Love New York” e della Bob Dylan Pop Art. Osservando il suo logo (fu ideato nel 1977) conosciuto da decenni in tutto il mondo, ho soltanto spostato le lettere per formare l’unica parola che abbia un senso: “YIN”, che nella lingua cinese significa “nero”. Questo anche per ricordare i diversi afroamericani che, negli ultimi fatti di cronaca, non sono stati trattati proprio con i guanti “Yang” (“bianchi”) dalle forze dell’ordine statunitensi. Quindi il Cuore diventa sì di colore scuro, ma resta sempre un Cuore. “Rispetta il prossimo tuo come te stesso, e anche qualcosa di più” (Leonardo Sciascia –  scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, drammaturgo, critico d’arte e docente italiano; 1921-1989).

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Ustica: 40 anni dopo

USTICA 40 anni dopo

La strage avvenuta il 27 giugno 1980 (trattasi di un DC-9 Itavia che alle ore 20.59 scomparve dai tracciati radar per inabissarsi nel Mar Tirreno; a bordo c’erano 81 persone, tra passeggeri e componenti dell’equipaggio). Questo volo di linea (HI870) era partito da Bologna-Borgo Panicale e doveva arrivare all’aeroporto di Palermo-Punta Raisi, ma così non avvenne. In quel momento, secondo quanto sostenuto dal Governo, si trattò di ” abbattimento da parte di aereo non identificato in scenario di guerra aerea”. Il primo ad essere incolpato fu il costruttore dell’aereo “Itavia”, una persona serissima che dopo questa strage, deperì fino a giungere alla morte per essere stato incolpato – ingiustamente – di un “cedimento strutturale” del suo velivolo (il Ministero dei Trasporti e della Difesa sono stati condannati, dalla Corte di Appello di Roma, a pagare alla società Itavia 330 milioni di euro per il danno subito a causa del fermo della flotta aerea e della revoca della concessione successiva). Un intreccio infinito di responsabilità di persone importanti i cui nomi ancora faticano ad emergere, testimoni scomparsi uno dietro l’altro per cause sconosciute. L’Associazione parenti delle Vittime della strage di Ustica ha ottenuto, dopo anni di lotte estenuanti, che la distruzione del DC-9 è avvenuta per un“abbattimento”, non per cedimento. Dal trentennale di questa strage (che ancora ricordo bene) al quarantennale (oggi) ancora i nomi dei colpevoli non affiorano. I cosidetti “amici” Stati Alleati non collaborano come dovrebbero e i nostri politici non credo abbiano il coraggio di chiedere Giustizia per tutte quelle Persone uccise e, soprattutto, di impegnarsi per conoscere la Verità su quanto accaduto. “Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia” (Arthur Schopenhauer – Filosofo tedesco; 1788-1860).

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