Decreto Dignità

Decreto Dignità

Il Senato da il suo consenso al “Decreto Dignità” che va a modificare le regole sui contratti a termine, sulla delocalizzazione e vieta che il gioco d’azzardo venga pubblicizzato. Si aggiungono altre novità, come i voucher per gli alberghi, il concorso “straordinario” per le maestre in possesso del diploma, il periodo transitorio per i contratti a termine in essere, l’esonero da parte delle famiglie dai costi aggiuntivi generati dai rinnovi dei contratti per le colf e le badanti. Mi auguro che ci sia qualcosa di risolutivo e di nuovo. Io personalmente provo sempre dubbi incommensurabili quando decreti di questo tipo prendono trasversalmente tanti settori differenti, afflitti poi da problematiche complesse. La vignetta di oggi fa vedere un lavoratore che si trova al centro del fiore carnivoro (in realtà la testa del fiore è formata dalle due “D” contrapposte del “Decreto Dignità”); spero solo che il personaggio (dotato di valigetta, preparato e disponibile ad impegnarsi nel settore in cui opera) non venga inghiottito ancora una volta dai meccanismi contorti del Palazzo. “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola” (Giovanni Falcone – Magistrato Italiano; 1939-1992).