Ricordando Hiroscima 2026
Il 06 agosto 1945, in Giappone, Hiroshima è stata la prima città distrutta in virtù dell’esplosione di una bomba atomica lanciata dagli americani con il bombardiere “Enola Gay”). Morirono decine di migliaia di persone in modo subitaneo data la potenza dell’ordigno (equivalente a 12.500 tonnellate di tritolo), in seguito centinaia di migliaia con le radiazioni del fallout (ricaduta delle polveri radioattive). Secondo dati ufficiali raccolti negli anni, il numero di coloro che sopravvissero all’esplosione (ma si ammalarono successivamente per la radioattività), erano dell’ordine di 285.000 (fonte Wikipedia). Voglio ricordare questo evento tremendo della storia dell’umanità con questa illustrazione che fa vedere due scheletri ai piedi del fungo atomico: Lo scheletro dell’adulto consiglia al bambino di non toccarlo e guardarlo. Magari fosse così semplice. Quando ascolto i politucoli di turno favorevoli al nucleare, vorrei fargli ricordare non solo Hiroshima ma anche quello che è avvenuto gli anni a seguire (esperimenti condotti in mare devastanti, la produzione di scorie (dell’uranio e del plutonio) provenienti dai reattori (esse mantengono inalterato il loro effetto per milioni di anni). Tra l’altro un reattore standard di 1000 MW (MegaWatt) necessita di 35-50 metri cubi di acqua al secondo per essere raffreddato. L’acqua inizia a scarseggiare ovunque, ma non riescono a capirlo. “Atomo più atomo, si crea l’uomo. Atomica più atomica, l’uomo si distrugge” (Efisio Melis – Musicista italiano; 1890 – 1970).

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