Archivi del mese: settembre 2015

Volkswagen trucca i motori

EVWiva la magia

EVWiva la magia

Diversi giorni fa l’Agenzia Federale degli Stati Uniti (EPA) che vigila sul rispetto delle leggi e degli standard ambientali, annuncia la notizia che la casa automobilistica Volkswagen ha truccato i motori delle automobili diesel, aggiungendo un software che entra in azione (modificando le prestazioni del motore e falsando quindi i valori delle emissioni inquinanti) soltanto durante i controlli. Cade quindi rovinosamente a terra ciò che è stato presente nell’immaginario collettivo di molte persone riguardo la Germania, ovvero della sua inattacabile integrità morale, della sua perfezione tecnologica, del suo grande “rigore”. Nessuno è perfetto, questo è un dato di fatto. Probabilmente anche altri costruttori adotteranno misure non propriamente ecologiche all’interno dei propri propulsori, propagandando macchine pulitissime, quasi da tenere accese in camera da letto o in soggiorno. Si parla del danno di immagine, del crollo dei titoli in borsa, di tutto ciò che ne deriva con un accanimento forse anche oltre misura. Allora aggiungo una riflessione: non si dovrebbe provare sdegno anche sul mancato raggiungimento degli obiettivi importanti ed urgenti del Protocollo di Kyoto? Nessuno in realtà vuole ridurre l’inquinamento per un semplice motivo: ci sono costi elevati da sostenere. Così, in questa infinita gara mondiale su chi arriva primo, sul più “economicamente influente” di tutti, continuiamo ad appestare l’aria che respiriamo, senza regole e, ben più grave, senza timori. “In un paese sottosviluppato non bere l’acqua. In un paese sviluppato non respirare l’aria” (Jonathan Raban – Scrittore inglese di viaggi – romanziere).

Riforma della Scuola

Accettare la cattedra

Accettare la cattedra

A quanto pare, più del 97% dei docenti ha “accettato” (strano, chissà perchè?…) la cattedra nella fase B del piano straordinario di assunzioni previsto dalla “Buona Scuola“. Persone che, non potendo ovviamente scegliere e farsi sfuggire tra le dita un posto di lavoro, hanno detto “si”. Non sto criticando l’offerta di una oppurtunità di lavoro, quanto l’instabilità complessiva di tali progetti: dai dati sembra che le richieste di assunzioni da parte del MIUR sono state circa 9.000, 7000 in meno rispetto a quanto serviva. I posti saranno destinati per quest’anno a supplenze annuali, e poi assegnati ai nuovi insegnanti vincitori del prossimo concorso (forse bandito a dicembre). Dovrebbe iniziare poi una fase C, quella riguardante l’organico funzionale: circa 55 mila professori copriranno “i buchi” delle supplenze brevi e svilupperanno progetti integrativi di formazione, sempre a ciò che sono le richieste fatte dalle scuole. Per questa riforma potranno inoltre scatenarsi due eventi: i ricorsi alle Regioni e il “referendum abrogativo” (ricorso alla Consulta per adesso lo ha fatto il Veneto e la regione Puglia); per la raccolta delle firme sono necessarie 500.000 firme entro il 25 settembre per poter ottenere l’abrogazione della legge. “La libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero” (Karl Kraus 1874 -1936; scrittore, giornalista aforista, umorista, saggista, commediografo, poeta ed autore satirico austriaco).

Buona Scuola?

La Buona Suola

La Buona Suola

Nel mondo della Scuola oggi tante persone discutono sulla nuova riforma (La Buona Scuola) che l’ha investita (proprio nel senso accidentale del termine). Si parla di una Scuola che deve essere rinnovata, cambiata, nuovamente intesa. Si parla di una Scuola in cui i soggetti che la frequentano siano salvaguardati (la tanto nominata “sicurezza scolastica”; in Italia esistono edifici che sono addirittura a rischio crollo, con tetti che trasudano acqua, aule che si allagano e laboratori inutilizzabili, riscaldamenti funzionanti a singhiozzo, infissi pericolosi, bagni fatiscenti e/o maleodoranti, etc…). Continuiamo a parlare, a credere e a sperare che un giorno siano risolti i tantissimi problemi che la riguardano. L’importante è non abbandonarla a sè stessa, a non lasciarla sola, a non farla sentire inutile. Ancora tantissimi insegnanti, con il senso del dovere e con il rispetto profondo non solo delle istituzioni ma in primis delle Persone che la vivono (i bambini), sacrificano sè stessi, dedicandosi a “tempo pieno” e investendo in moltissime occasioni anche le proprie risorse economiche; tutto ciò per poter rendere libero il pensiero degli studenti. “Lo scopo della scuola è quello di formare i giovani a educare se stessi per tutta la vita” (Robert Maynard Hutchins – Filosofo americano sull”Educazione).