Archivi del mese: luglio 2018

Gratta & Da Vinci (contro il gioco d’azzardo)

Gratta & Da Vinci

Il gioco d’azzardo, un problema importante, sottaciuto dall’informazione (fatico a chiamarla così) di TV, radio e carta stampata. Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo del comportamento molto serio che rientra nella categoria diagnostica dei “disturbi del controllo degli impulsi”. E’ noto infatti che molte persone dilapidano i propri averi con biglietti “gratta e vinci”, slot-machine, etc,… giocando giornalmente decine (ed anche centinaia di euro), illudendosi di potersi arricchire trovando una vincita milionaria. Purtroppo per loro ad attenderli saranno i conti in rosso della banca e le proprie coscienze. Ho disegnato un personaggio storico importante (sollazzandomi come di consueto con le parole del titolo), cioè con Leonardo Da Vinci: credo che la nostra Intelligenza, la nostra capacità di Riflessione di Uomini debba sottrarci da schiavitù (le pulci in testa rappresentano quel pensiero continuo, assillante del gioco) di questo tipo, di ogni tipo. Lo Stato si riprenda i miliardi di euro che i “signori delle slot” dovrebbero restituire e li impieghi in modo utile, costruendo spazi culturali, ristrutturando scuole ed università, impiegando in modo decente migliaia di persone alla ricerca di un posto di lavoro (esistono laureati che bussano alle porte delle multinazionali per essere impiegati come operatori all’interno dei call center; chiediamoci come mai invece abbiamo svariati direttori stranieri come Eike Schmidt alla Galleria degli Uffizi di Firenze oppure Gabriel Zuchtriegel al Parco Archeologico di Paestum ed altri ancora che non inserisco per brevità…). Allora si che si potrà parlare di “Crescita” di questa Italia sciaguratamente senza spina dorsale. Signor Conte, io non scherzo. Non scherzo mai.. Io gioco. Sì, er gioco è una cosa serissima. Perché chi scherza lo fa pe divertisse, ma chi gioca punta, s’illude, s’inventa un lieto fine.. Che non arriva mai” (Gigi Proietti nel ruolo di Bruno Fioretti detto “Mandrake” nel film “Febbre da cavallo”, 1976).

Bomba nella Conca

Terni che Bomba di città

E’ purtroppo frequente che in questa città, ferita numerosissime volte durante il secondo Conflitto Mondiale da bombardamenti, si ritrovino ordigni bellici sepolti sotto metri e metri di terra che si scovano proprio durante la costruzione di edifici, strade ed altre opere di urbanizzazione. In queste ultime ore è stata infatti trovato vicino alla stazione ferroviaria di Cesi (piccola frazione vicina alla città stessa) un “gioiellino” di 250 Kg (più della metà del peso è rappresentato da tritolo) che verrà fatto brillare domenica 29 luglio 2018; tale operazione prevede la messa in sicurezza delle persone e pertanto il Comune di Terni ha emanato un’ordinanza che obbliga agli abitanti che si trovano in un raggio di 1800 mt dal punto di ritrovamento (11.000 abitanti circa, me compreso) di evacuare la propria residenza (dalle 06,00 alle 18,00). Sono stati previsti anche potenziamenti alle Forze dell’Ordine che circoleranno nelle zone sgombrate per evitare fenomeni di sciacallaggio. Il “confetto” dovrebbe infine essere disinnescato e in ultimo fatto saltare in aria in una lontana zona di sicurezza. La vignetta vuole far riflettere che magari, anche da una situazione svantaggiosa, si può tentare di aumentare il flusso turistico a Terni: “Venite a Terni, la città delle bombe inesplose!” oppure “Conca al tritolo” ed anche “Terni, che bomba di città!” (vedi titolo). Non sarete giudicati per quello che avete fatto, ma per quello che avreste dovuto fare e non avete fatto per il vostro Paese” (Rinaldo Sidoli – Blogger)

Ubi maior minor cessat

Ubi maior minor cessat

“Ubi maior minor cessat”, apro questa volta con una locuzione latina famosa che, tradotta in modo letterale, vuol dire: “Dove vi è il maggiore, il minore decade”. Tale locuzione può essere usata in molteplici occasioni nelle quali esiste diversità notevole tra due termini, attori, fatti, norme o funzioni. Nella specifica illustrazione si può considerare la grandezza del cane o altri parametri…pertanto la locuzione latina cade a proposito. Poichè al sottoscritto piace molto dare spazio alle attività ludiche, lascia a Voi la scelta di quale termine mettere a confronto tra quelli rappresentati graficamente. “Come va? – disse un cieco a uno zoppo. “Come vede” – rispose lo zoppo” (Georg Christoph Lichtenberg – Fisico e scrittore tedesco; 1742-1799).

Ragazzi nella grotta in Thailandia

Bhuddatelo fuori

Nei giorni passati mi sono chiesto (ed ancora lo faccio), di fronte alla notizia lanciata da tutte le testate giornalistiche mondiali a partire dal 23 giugno 2018, quale sia stata la motivazione reale che abbia spinto l’allenatore di una squadra di calcio giovanile a portare tutti gli atleti all’interno di una galleria impervia (Tham Luang è il suo nome), un labirinto inestricabile di corridoi, con molte immersioni e arrampicate. I ragazzi sono stati salvati da un’imponente macchina dei soccorsi che ha impiegato settimane per liberarli dalla loro prigionia; comunque tale irresponsabile scelta ha causato anche la morte di uno dei sub impegnati nelle operazioni di recupero. Personalmente mi domando perchè, per dimostrare forza, tenacia, coraggio, capacità di resistenza (e tutto ciò che possa venirvi in mente) si debba arrivare a questi estremi. Perchè non portare i ragazzi in un luogo aperto, magari organizzando un percorso difficile (ma non a rischio della vita) in montagna? No, per l’allenatore sarebbe stata un’azione scontata. Sono costernato dall’aver letto su qualche testata giornalistica il titolo ad effetto “Grotte killer” . Il killer, in questo caso, mi sembra facilmente identificabile…e non è certamente la grotta. La vignetta di oggi mette in risalto la sconfitta dell’allenatore, espulso con cartellino rosso dal Bhudda stesso (il buddismo in Thailandia è la religione più diffusa). “Gli elementi più comuni dell’universo sono l’idrogeno e la stupidità. Ma non in quest’ordine” (Anonimo).

Dubbi sull’appartenenza

Dubbi sull’appartenenza

Probabilmente sarà capitato ad innumerevoli genitori (sia padri che madri) di avere avuto un dubbio sui propri figli rispetto ad aspetti fisici o comportamentali della propria prole, a volte assolutamente divergenti dai procreatori. Una vignetta pescata da un vecchio schizzo su carta, abbandonato in un cassetto, ridisegnata ed elaborata. Certo, il naso a proboscide del padre è molto distante da quello del figlio (più vicino a quello di un tucano). Si sa, la Natura è imprevedibile…e gli Uomini (comprese le Donne) lo sono stati, lo sono e lo saranno. “Fra bocca e boccone molte cose possono succedere” (Catone il Censore).