Il peso della “democrazia”

America abbandona Afghanistan 2021

Dopo decenni di interventi con truppe armate (di molti paesi, compresa l’Italia con 53 militari caduti in missione dal 2004) Mr Biden (il presidente americano) ha deliberato con molta fretta di ritirare l’intervento armato in Afghanistan. Tale decisione ha portato le forze nemiche (combattute per un tempo lunghissimo) ad occupare Kabul e a generare caos nella popolazione (negli aeroporti molti hanno cercato di imbarcarsi disordinatamente sugli aerei per cercare di sottrarsi agli invasori) e terrore generalizzato (sia tra gli uomini ma, soprattutto tra le donne subito costrette ad indossare il burqa e temendo inoltre per la loro incolumità). Fatico molto a comprendere il concetto di “democrazia”, sopratutto di quella americana la quale, in qualsiasi luogo gli statunitensi abbiano tentato di esportarla (come fosse un pacchetto di patatine fritte da far assaggiare), ha causato tragedie umanitarie. Certo è che il peso enorme di tutto questo dovrà ancora una volta pagarlo il popolo afghano, in queste ore fortemente deluso da decisioni frettolose e senza i cosidetti “piani B” in caso di conseguenze nefaste. Per questo ho illustrato una Donna ed un Uomo afghani che portano su di loro il “peso della democrazia” proposta da nazioni che sanno preventivare con opportunismo i propri interessi (economici e politici). Coinvolte sono anche altre grandi nazioni che si muovono abilmente per trarne vantaggio (economico e geopolitico) riuscendo a mantenere un silenzio inquietante. “Quando i ricchi si fanno la guerra tra loro, sono i poveri a morire” (Jean-Paul Sartre – Filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese; 1905 – 1980).

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